Castello Sforzesco -

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Castello Sforzesco

Castello Sforzesco
Situato immediatamente al di fuori delle mura medievali il Castello Sforzesco fù fondato dai Visconti nel 1300 con il nome di Porta Giovia, perché costruito lungo le mura medievali di Milano. Nel periodo compreso tra il il 1360 e il 1370 Galeazzo II Visconti lo fece edificare come rocca difensiva per la propria residenza.
Costituito da un grande parco a nord dell'edificio, il Castello Sforzesco ha una pianta quadrata, con il lato di 180 metri e quattro torri angolari. Nel corso della sua storia più volte ha subito tentativi di distruzione, nel 1476 durante la "Repubblica Aurea", ma Francesco Sforza lo face ricostruire per farne la sua dimora. Il castello nel tempo ha subito lavori di ammodernamento ed ampliamento ad ogni cambio di regime: prima il Moro fino al 1499, poi più tardi sotto il dominio spagnolo a metà del 1500, fino ai francesi nel 1800, mentre nel 1880 l'architetto Luca Beltrami iniziò un profondo restauro .
La facciata del Castello è dominata dalla torre chiamata del Filarete dove si entra nella Piazza d'Armi, che custodisce i resti delle antiche costruzioni demolite. Sullo sfondo, la torre di Bona di Savoia, la Rocchetta nella parte sinistra, era il luogo dove i castellani si ritiravano nei momenti di pericolo. Circondata su tre lati da un porticato, la Rocchetta custodisce la sala del tesoro, con il famoso "Argo" dipinto dal Bramante. La Corte Ducale , costituita da un susseguirsi di sale riccamente affrescate e decorate era la residenza abituale dei castellani Da ricordare la "Sala della Asse", una delle opere milanesi attribuite a Leonardo.



Storia
Il Castello iniziò la sua storia con Galeazzo II Visconti. Venne fatto costruire lungo le mura medievali di Milano dal 1360 al 1370 come edificio difensivo. Morto nel 1447 Filippo Maria, l'ultimo della dinnastia dei Visconti, durante il periodo della neonata Repubblica Ambrosiana parte della costruzione venne demolita .


Nel 1450, il generale Francesco Sforza insediatosi nel castello, iniziò alcune opere di ricostruzione sulle vecchie rovine, la storia vide la riedificazione della fortezza con una nuova Torre ideata dal Filarete e alcuni torrioni progettati da Bartolomeo Gadio, architetto militare .

La Corte Ducale con l'aspetto di una residenza signorile viene creata nel 1466 con all'avvento dell'erede dello Sforza, Galeazzo Maria, una parte interna del Castello Sforzesco , rivolta verso il parco viene completamente modificata e ristrutturata, affiancata dal complesso fortificato quadrato della Rocchetta con l'aggiunta di un'alta torre, detta "di Bona" perché costruita da Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Maria Sforza. Nell'ultimo ventennio del Quattrocento con gli artisti Donato Bramante e Leonardo da Vinci chiamati a Milano da Ludovico il Moro nel Castello Sforzesco viene creata la Ponticella, un'elegante ala che si affaccia sul fossato esterno, mentre nella Sala delle Asse vegono dipinti affreschi.

Dominio e periodo francese.
Sconfitto Ludovico il Moro dai francesi nel 1499 il Castello Sforzesco fù teatro di numerose battaglie e assedi. Il nucleo ducale subisce notevoli danni alle strutture e nel 1521 esplode anche il deposito delle munizioni situate la Torre del Filarete.

Dominio e periodo spagnolo.
Dal 1526 il Castello sforzesco viene sottomesso agli spagnoli che lo resero inespugnabile alla popolazione in quanto all'interno vennero creati depositi di viveri con foraggi per gli animali e pozzi d'acqua e all'esterno costruirono una linea difensiva della struttura erigendo delle mura di cinta a forma di stella.

Dominio e periodo austriaco.
Dal 1706 per circa un secolo l' edificio venne più volte restaurato dagli austriaci, la struttura rimase a scopo e destinazione militare per la difesafino al 1796 quando il Generale Napoleone Bonaparte conquistò il ducato di milano.

Dominio e periodo napoleonico.
Durante l'assedio napoleonico, i milanesi provocano evidenti danni ai torrioni e distruggono gli stemmi sforzeschi, le sale dipinte del piano terreno della Corte Ducale vengono adibite a stalle, inoltre Napoleone Bonaparte destinò il Castello sforzesco come alloggio per le truppe e ordinò la demolizione delle strutture esterne,

Ritorno austriaco.
In questo periodo della storia del Castello sforzesco dal 1815 al 1859 rimangono immutate le condizioni strutturali, l'edificio adibito a sede dell' esercito austriaco viene saccheggiato durante le Cinque Giornate di Milano nel 1848.

Infine con l'unificazione dell'italia nel 1861 iniziarono fasi di restauro e di ricostruzione ad opera dell'architetto Luca Beltrami. Vengono costruiti nuovi fossati e demolite le fortificazioni esterne. la Torre di Bona, i torrioni e la Rocchetta vengono interessati da opere di ristrutturazione mentre la Torre del Filarete viene tutta ricostruita. Ai giorni nostri il Castello oltre a essere un monumento storico, ospita mostre, musei e biblioteche.

Periodo Francese.
La dimora della Corte Ducale del Castello il 6 ottobre del 1499 viene occupata dai francesi su pretese ereditarie da parte del Re di Francia Luigi XII, dando inizio alla dominazione del periodo francese. Di conseguenza Il Moro dovette abbandonare la residenza. Considerato punto nevralgico per la conquista della città, il Castello Sforzesco o durante il periodo francese riporta diverse lesioni alle sue strutture a causa dei continui scontri armati e assedi posti in opera da il Moro con all'appoggio dell'Imperatore Massimiliano d'Asburgo, consorte di Bianca Maria, figlia di Galeazzo Maria Sforza. Nel 1515 Francesco I d'Angoulême, succede a Luigi XII, nel 1521 la torre del Filarete, esplode con il deposito di munizioni, provocando notevoli lesioni alle antiche murature. Venne restaurato da Francesco II Sforza, secondogenito del Moro, ritornato nella residenza ducale del Castello. Dopo un breve governo spagnolo, nel 1934 vengono celebrate le nozze tra il Duca stesso e Cristina, figlia del re di Danimarca. Nel 1535 viene ereditato dall'imperatore Carlo V.

Periodo Spagnolo.
In occasione della dominazione nel periodo spagnolo il Castello Sforzesco venne dotato di una cinta muraria difensiva costruita ad opera del luogotenente di Carlo V, Don Ferrante Gonzaga capitano generale delle truppe spagnole. Dal 1549 l'intera città venne circondata da poderose mura in mattoni racchiudendo i borghi sorti esternamente alle precedente mura medievali. La nuova fortificazione a forma di stella a dodici punte veniva considerata inespugnabile perché costruita secondo le tecniche avanzate dell'epoca. Il castello sforzesco rimaneva collegato ai nuovi bastioni mediante la porta Comasina e la Porta Vercellina. Durante il periodo spagnolo la dimora perse il prestigioso ruolo di residenza signorile, Le immense sale lussuose erano ridotte in condizioni precarie, la Sala del Tesoro era adibita a falegnameria mentre l'elegante porticato rinascimentale della Rocchetta veniva utilizzato per l'allevamento del pollame. E le spese comunque gravavano sugli abitanti di milano.

Periodo Austriaco.
Terminata la dominazione spagnola nel 1706 subentra il periodo austriaco, Eugenio di Savoia conqista gran parte della Lombardia sotto la direzione dell'imperatore Giuseppe I d'Asburgo. Milano assume l'aspetto di una città settecentesca nel corso dei regni di Maria Teresa (1740-1780), e di Giuseppe II d'Asburgo (1780-1790), il Castello Sforzesco rimane a disposizione delle truppe straniere non si ricordano interventi costruttivi sulla la fortezza tranne il posizionamento della statua di San Giovanni Nepomuceno, in prossimità della Torre di Bona, nel cortile detto Piazza d'Armi. La statua dello scultore Giovanni Dugnani, rappresenta il simbolo protettore degli eserciti austriaci, venne ordinata nel 1727 dal comandante della fortezza Annibale Visconti, per conto di Carlo VI d'Asburgo. Nel 1815 con la sconfitta di Napoleone e alla formazione del Lombardo-Veneto, inizia il secondo periodo austriaco con il rientro dei medesimi a Milano. In questo periodo ll Foro Bonaparte riprende il nome di Piazza Castello e viene trasformata la porta centrale a nord-ovest mediante decorazioni raffiguranti i generali dell'Impero Asburgico. Nel mese di marzo del 1848 i milanesi insorgono contro il governo austriaco durante le storiche Cinque Giornate di Milano dal 18 al 22 e la fortezza venne utilizzata per bombardare la città. Per circa quattro mesi la città di milano rimane libera, la popolazione tenta di demolire i due torrioni rotondi considerati come una minaccia, ma con il ritorno degli austriaci vengono rinforzate da un parapetto a feritoie Nel 1859 a seguito dei continui assalti alla fortezza gli Austriaci lasciano definitivamente Milano e tutti i territori della Lombardia, di conseguenza il Castello viene saccheggiato e assalito dai cittadini che si impossessano dei beni custoditi.

Periodo Napoleonico.
La lunga dominazione austriaca viene interrotta nel 1796 con l'ingresso a Milano da parte del generale Francese Napoleone Bonaparte con il coseguente periodo Napoleonico durato sino al 1815. Dopo un assedio alla fortezza durato circa 40 giorni le truppe dell'Arciduca Ferdinando d'Austria abbandonano Milano. Durante il periodo napoleonico il Castello Sforzesco subisce profonde trasformazioni nonostante una petizione per abbattere tutte le mura. La Cappella Ducale diventa una stalla, gli appartamenti Ducali dormitori, gli affreschi sforzeschi sono ricoperti da calce. Per circa un anno nel 1799 gli eserciti austro-russi riconquistano Milano e il Castello, ma a Marengo con la nuova vittoria di Napoleone contro gli Austriaci, il 14 giugno 1800, Milano torna francese, confermandosi capitale della Repubblica Cisalpina. In questo periodo venne iniziata la costruzione dell' l' Arco della Pace nel 1807 da Luigi Cagnola, Il Foro direzionato da una parte verso la città, si affacciava su una grande piazza quadrangolare, rivolta in direzione del Sempione e di Parigi.

I Visconti.
A seguito della morte dell'Arcivescovo Giovanni Visconti nel 1354, i suoi tre nipoti Matteo II, Galeazzo II e Bernabò divennero Signori di Milano. Matteo II muore poco tempo e i fratelli si dividero la città con tre porte cittadine ciascuno. Bernabò scelse la parte orientale e i territori situati a est di Milano, con dimora la Ca' di Can, vicino a Porta Romana presso la chiesa di San Giovanni mentre Galeazzo II preferì la parte occidentale e i territori a ovest continuando a vivere all'Arengo e costruendo una serie di fortificazioni. Il Castello visconteo era costituito da un ampio recinto fortificato, a forma quadrata, nel 1392, , il figlio del fondatore, Gian Galeazzo fece costruire sul lato verso la campagna, una cittadella per l'alloggiamento delle truppe stipendiate. Le due strutture venivano separate dal fossato delle mura di cinta medievale. I lavori nel castello proseguirono con l'ultimo dei Visconti Filippo Maria che fece creare il collegamento tra le due parti del fortilizio Tra i castelli edificati dai Visconti questo di milano era il più grande con pianta quadrata di 180 metri per lato e quattro torri angolari. Nel 1447 Filippo Maria muore senza lasciare eredi. Con la sua morte Milano si proclama Repubblica Ambrosiana, la popolazione tentò di distruggere e demolire il Castello nelle parti più deboli, le sue pietre vennerero utilizzate per riparare e restaurare le antiche mura cittadine.

Gli Sforza.
Francesco Sforza e la consorte Bianca Maria Visconti entrano ufficialmente in città, acclamati dai Milanesi come liberatori, il 25 marzo 1450. Al fine di abbellire la città e garantire la sicurezza contro eventuali nemici nel 1452 fece iniziare i lavori di ricostruzione della fortezza viscontea affidando la progettazione agli ingegneri Jacopo da Cortona, Giovanni da Milano e Marcoleone da Nogarolo, nonchè al il Fiorentino Antonio Averulino chiamato anche il Filarete, incaricato quest'ultimo a progettare la facciata verso la città con l'alta torre centrale d'ingresso. Il Castello Sforzesco venne fornito di torri rotonde rivestite di serizzo a punta di diamante e da opere di difesa, tra le quali ricordiamo la "Ghirlanda", una cortina muraria a forma quadrangolare, spessa più di tre metri, collegata alle mura di Milano con la Rocchetta e la Corte Ducale. Il nucle Visconteo esistente venne ampliato e rinforzato con due torri rotonde agli angoli. In questo periodo comunque Francesco e Bianca Maria continuano a vivere nella vecchia Corte d'Arengo presso il Duomo. Il capitano Francesco Sforza nel 1447, venne chiamato da un gruppo di aristocratici milanesi a difendere la città, assediata dai Veneziani. Infatti con la morte di Filippo Maria Visconti il Ducato di Milano venne ereditato da Filippo V d'Aragona. La neonata Aurea Repubblica Ambrosiana sconfisse i veneziani e i cittadini milanesi accolsero come liberatore lo Sforza con l'impegno al rispetto degli Statuti cittadini e della potente Universitas Mercatorum Mediolanensium. Iniziò a questo punto della storia la Signoria sforzesca, legittimata, in mancanza dell'investitura imperiale, dal matrimonio di Francesco I con Bianca Maria, unica figlia dell'ultimo Visconti. Francesco Sforza alleato dei Medici di Firenze, favorì la firma della Pace di Lodi del 1455, garantendo un lungo periodo di equilibrio tra le maggiori potenze d'Italia, destinato a durare fino al 1494. Ai tempi lo Stato di Milano comprendeva i territori di Pavia, Vigevano, Cremona, Lodi, Como, Novara, Alessandria, Tortona, Valenza, Bobbio, Piacenza, Parma, Genova e Savona. Nel 1466 con la morte di Francesco I il Ducato viene ereditato dal figlio maggiore Galeazzo Maria, che in poco tempo entra in contrasto con le più potenti famiglie milanesi e il popolo, fino a venir assassinato nel 1476. Più tardi il potere passa nelle mani del fratello di Galeazzo Maria, Ludovico Maria detto il Moro. Amante delle belle arti, il Moro chiama nella sua corte importanti uomini d'arte e di scienza Leonardo da Vinci. Sposa Beatrice d'Este, sorella del duca di Ferrara, organizzando anche le nozze tra il nipote Gian Galeazzo Maria e la figlia del re di Napoli, Isabella d'Aragona conseguentemente rafforzando i rapporti diplomatici con gli altri stati. Nel 1498 Luigi XII d'Orléans, avanza diritti sul Ducato di Milano in qualità di discendente di Valentina Visconti, figlia di Gian Galeazzo e il Moro fugge con i figli Ercole Massimiliano e Francesco II nella corte dell'imperatore Massimiliano I d'Asburgo. Successivamente il papa Giulio II con la Lega Santa, formata da alcuni stati italiani, Spagna, Inghilterra, Impero tedesco e Svizzeri, costituita per sconfiggere i francesi riesce a conquistare il Ducato di Milano cedendolo a sua volta a Ercole Massimiliano, il figlio maggiore di Ludovico il Moro. Comunque dopo solo tre anni i francesi con il nuovo Re di Francia Francesco I riconquistano nuovamente i territori. Nel 1525 la Signoria viene attribuita agli Sforza grazie a Carlo V di Spagna, che sconfisse i francesi e consegnò il Ducato al secondogenito di Ludovico il Moro, il figlio Francesco II, nono e ultimo duca di Milano. Con la sua morte avvenuta nel 1535 senza eredi, termina una delle Signorie d'Italia. Il Castello: Durante il periodo di Galeazzo Maria, quinto Duca di Milano, i lavori all'interno del castello sforzesco vengono accellerati in particolare nella Rocchetta e alla Corte Ducale. La Rocchettaviene ornata da un elegante portico rinascimentale, e ampie sale, come quella della Balla. Nella Corte Ducale viene creata, la "sala aperta", un portico chiamato anche "dell'elefante" per l' affresco che lo decora, i Gli Appartamenti , al piano terra e al primo piano vengono dotati di eleganti volte a padiglione, ricordiamo inoltre la Sala dei Ducali, la Sala delle Colombine e la Sala degli Scarlioni. La Cappella Ducale, viene costruita nel 1473 con affreschi dei pittori Bonifacio Bembo, Giacomino Vismara e Stefano de Fedeli. Tra gli ultimi lavori del Castello ricordiamo la Torre di Bona, collocata all'incrocio tra le ali nord-est e sud-est, fatta costruire dalla Duchessa Bona per consentire il controllo di tutto l'edificio dopo l'assassinio di Galeazzo Maria. Con Ludovico il Moro, vengono effettuate nuove decorazioni nella sala terrena della Torre della Falconiera, Leonardo da Vinci dipinse la Sala delle Asse con il celebre pergolato , mentre la sala del tesoro con il famoso affresco con Argo. Infine vengono ultimati i lavori di costruzione sopra il fossato, del portico e tre salette chiamato la "Ponticella".

I Restauri.
Gli ultimi interventi relativi ai restauri del Castello Sforzesco di milano vennero eseguiti negli anni 1893-1894 dall'Ufficio Tecnico Regionale per la Conservazione dei Monumenti della Lombardia, istituito nel 1891 e diretto, dall'architetto Luca Beltrami, copiando e studiando i documenti del passato in modo da mantenere integre le caratteristiche originarie. Il torrione cilindrico est in occasione di questi interventi e restauri venne riportato all'altezza originaria divenendo utile come serbatoio per la raccolta dell'acqua potabile. Successivamente venne interessata la Torre di Bona, la Corte Ducale, la Rocchetta e la sistemazione del fossato. Vennero invece demolite la Ghirlanda e la Cavallerizza. Durante la manifestazione delle Esposizioni Riunite del 1894 effettuata presso il Castello Sforzesco vengono rese note alla popolazione le varie opere di ristrutturazione con una raccolta fondi per il loro proseguimento. I restauri successivi compiuti tra il 1895 e il 1897 comprendono interventi tesi alla ricostruzione tematica delle finestre, dei cornicioni, dei tetti e dei pavimenti. Le antiche sale lussuose vegono ripristinate, e gli affreschi dipinti sui muri restaurati. Nel 1905 venne inaugurata la ricostruzione della Torre del Filarete dedicata al re Umberto I. Le sale della Corte Ducale e della Rocchetta vengono destinate a Istituti culturali e Musei artistici e archeologici, cper l'apertura al pubblico. Dopo il 1945 il Castello Sforzesco di milano fù nuovamente restaurato a seguito delle lesioni subite dai bombardamenti della seconda guerra mondiale Attualmente viene utilizzato come centro di cultura, arte, svago e per ospitare manifestazioni di carattere generale. Da ricordare che nel 1893 parte della popolazione lo voleva abbattere perché ricordava l'oppressione del nemico.

informazioni
Castello Sforzesco .
Piazza Castello.
Tel 02 88463651  

 
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